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Ci siamo!

Palazzetto dello sport di Sesto S.G., Milano, 12 dicembre 2010, ore 21,30.

Spalti gremiti, pubblico euforico e partecipe come sempre a queste manifestazioni; uno splendido palco per uno spettacolo elettrizzante con atleti di varie nazioni europee e non che da circa un'ora si stanno affrontando sul ring senza esclusione di colpi.

Ora tocca a me: dopo circa 10 mesi di dura preparazione è giunto il momento della resa dei conti. Ho di fronte l'avversario che potrà (suo malgradoWink) determinare l'impronta che riuscirò a lasciare in questo splendido sport che è la Thai Boxe. Eh si perché, data la mia età che avanza ho deciso che questa sarà, indipendentemente dal risultato, l'ultimo incontro della mia carriera.

Quale palco migliore, quale pubblico migliore, quale competizione migliore per un ultimo eroico, sforzo?

Tutto o niente, la cintura di Campione Europeo in palio...

Il mio avversario, dicevamo: è Nigeriano, ma naturalizzato Francese, così, anche se si tratta di un campionato d'Europa mi sento "in guerra con il resto del mondo"; mi trovo di fronte un giovanotto aitante, 22 anni e 174 cm per 65 Kg... Beata gioventù, la folle avventatezza dell'inesperienza ma un fisico superbo, ed io mi sento che sarà dura: 64 Kg, 166 cm e sopratutto... 46 anni! Accidenti,  a volte mi chiedo come faccio a ficcarmi in queste imprese senza speranza. e si che in molti me l'avevano sconsigliato: "smetti di combattere, è ora di lasciare". Ma che ci posso fare se voglio sentire ancora una volta l'adrenalina che pompa, l'ossigeno che ti inebria, il dolore potente e meraviglioso dei muscoli sottoposti al massimo sforzo? Sfida durissima, ma sento che si può fare.

suona il gong, ci salutiamo e lui... come previsto parte a razzo. Sono 5 riprese, sento che se riesco a trattenerlo sul ritmo colpendolo con i calci bassi, riuscirò a penetrare le sue difese.

Schivo, evito, blocco e rispondo; noto che i miei lowkick gli fanno cambiare espressione sul volto, ma lui estrae dal colindro una ginocchiata saltata che passa in mezzo ai guantoni e mi si stampa sul labbro inferiore lacerandolo.

Barcollo, l'ho sentito. Lui si avventa, come un giaguaro sulla preda ferita, ma l'esperienza... D'incontro gli stampo un diretto sul muso che lo fa arretrare sensibilmente e ristabilisce le gerarchie. Mi sa che ne devi ancora fare di strada pivello!

Seconda ripresa: riparte a mille, ma bloccando le sue azioni e rispondendo colpo su colpo comincio a farlo girare e cerco buchi, spazi... L'opera di demolizione comincia lì e prosegue nella terza e quarta ripresa.

Porto meno colpi ma tutti sparati al massimo, precisi, con l'obiettivo di demolire la sua resistenza su gambe e fianchi. Nonostante il colore scuro della pelle, le gambe del mio avversario portano i segni indelebili dei colpi andati a segno.

Inizia la quinta ed ultima ripresa e, dopo uno scambio corto, riesco a centrarlo di nuovo sulla gamba avanzata che cede, con tutto il peso sopra, lo spinge a terra.

L'arbitro conta, lui si rialza, prova a camminare ma le gambe non lo reggono.

E' FATTA, KO. Un urlo liberatorio, da guerriero nell'arena: sono nuovamente Campione d'Europa!

Un grazie a tutti coloro che mi hanno accompagnato in questa splendida avventura, questa vittoria è anche vostra!

Beppe